DIAMOCI UNA CALMATA! NON VI RICONOSCO PIÙ.

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Vedo professionisti, dirigenti, funzionari, impiegati, insegnanti, persino pensionati… scaldarsi come militanti chiamati alla battaglia, sempre pronti allo scontro quotidiano. Pronti ad abbandonare ogni parvenza di civiltà, giustificati per ogni affermazione o gesto, anche il più incivile. Pedine passive, ma dall’animo acceso dal rancore e dal risentimento, attive al richiamo della propaganda, di destra o di sinistra, fascista o antifascista, che si traduce nello stesso copione: lo scontro senza pietà, nè limiti. Capaci di giustificare per la propria fazione ciò che non perdonano all’altra. Disposti a usare la menzogna come metodo per prevalere. Disinteressati della realtà e propagatori di odio, nascosto dietro alle citazioni, anche false o inappropriate . Maestri di retorica e perbenismo, dalla memoria corta, capaci di commuoversi a comando e provare sensazioni ed emozioni diverse per fatti analoghi, quando richiesto. Sostenitori di un relativismo democratico che invoca democrazia e libertà mentre la nega e la deride. Ma soprattutto stupidi burattini, guidati da sapienti mestatori che sanno accendere e spegnere emozioni e rabbia, fino a riempire piazze e social network, facendoci scambiare la barbarie più estrema per impegno politico. Mamme, padri, fratelli, sorelle, figli, amici, dagli sguardi aggressivi, dai toni violenti, dalle frasi minacciose, senza più remore e paura di lacerare relazioni e convivenza civile, preferire lo scontro al dialogo,l’ostracismo all’accoglienza, l’esclusione alla tolleranza e… armati della più profonda spocchia di militare dalla parte giusta della storia. Accecati dalla presunzione di avere sempre ragione e incapaci di provare interesse per la realtà.
Davvero non vi riconosco più e … consentitemi, non siete una bella immagine da vedere, né musica da ascoltare, né poesia da leggere. Le vostre parole sono sempre uguali, come le vostre compagnie, simili a compari di osterie di periferia, che si incontrano puntuali davanti allo stesso vino per raccontarsi le visioni che riescono ad acchiappare.
Certo, è più facile ubriacarsi di visioni e di nemici da combattere, piuttosto che mettere ordine e cercare ciò che serve… per andare d’accordo e costruire una società migliore.
PROSIT!
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