L’EMERGENZA RICHIEDE LA RISCOPERTA DELLA “VISIONE POLITICA”

Spread the love
Vediamo se ho capito bene
Ci sono quelli che non vorrebbero chiudere alcunché, per i quali il virus è un’invenzione del Governo, non sopportano alcuna precauzione e pensano di uscire dall’emergenza ricorrendo alla buona sorte e… come si dice a Roma “a chi tocca non s’ingrugna”.
Poi ci sono quelli che vogliono chiudere tutto, negozi, ristoranti, imprese, uffici. E siccome si fermerebbe l’economia, pazienza (!), anche qui, sempre ricorrendo alla buona sorte, chi può guadagna e chi non può si arrangia
Poi ci sono quelli che pensano di risolvere tutto con il finanziamento pubblico di ogni perdita, anche ricorrendo a nuovo indebitamento.
Con tutto il rispetto, non vedo in queste posizioni il “buon senso” necessario per uscire dal guado.
Siamo in “emergenza”, cioè in quella situazione in cui non si possono accontentare le spinte individuali o assicurare le protezioni possibili “in tempi normali”
Serve la rivisitazione del sistema di finanziamento pubblico, sia verso le istituzioni, sia verso il settore privato, sia verso quegli apparati che giocano come “privati”, ma dietro la copertura pubblica.
Ci vorrebbe un governo coraggioso e “non tecnico” in grado assumere scelte “politiche”. Perchè le decisioni sulla captazione e destinazione delle risorse pubbliche non sono scelta economica, da affidare a finanzieri o economisti, ma sono una scelta politica.
Ma si tratta anche di ritornare al significato di POLITICA che non consiste nell’accontentare gli istinti più bassi o gli interessi più vicini, ma avere a cuore l’interesse della collettività tutta.
P.S. preciso di non essere un “politico”, nè di avere alcuna intenzione di esserlo. Ma come cittadino avverto il bisogno di “partecipare” alle scelte del Paese e di non subirle da qualche esperto di turno.
Total Page Visits: 1372 - Today Page Visits: 1

Lascia un commento